
Petto escavato: la straordinaria rinascita del giovane nuotatore Marco - ©ANSA Photo
Il petto escavato, noto anche come pectus excavatum, è un’anomalia congenita che colpisce circa 1 ragazzo su 300, prevalentemente di sesso maschile. Questa condizione si manifesta con uno sterno ripiegato verso l’interno del torace, creando una cavità nel centro del petto. Sebbene possa presentarsi in forme lievi e gravi, è importante sottolineare che il petto escavato inizia a manifestarsi tipicamente entro i 10 anni di età e tende a progredire fino ai 18 anni, periodo durante il quale il corpo del giovane cresce e si sviluppa.
Le cause del petto escavato non sono completamente comprese, ma si ritiene che possano coinvolgere fattori genetici e meccanici. È più comune nei ragazzi più alti e magri, in cui la crescita in altezza non è accompagnata da una crescita proporzionale in larghezza. Questo può essere aggravato da abitudini posturali scorrette e da attività fisiche limitate. Inoltre, in alcuni casi, il petto escavato può essere associato a problemi posturali come la scogliosi, una curvatura anomala della colonna vertebrale.
Complicazioni e impatti sulla salute
Mentre in molti casi il petto escavato si riduce a un difetto puramente estetico, nei casi più gravi può comportare complicazioni più serie, come problemi respiratori e cardiaci. I ragazzi affetti da questa condizione possono avere difficoltà respiratorie durante l’attività fisica e, in alcuni casi, possono sperimentare una ridotta capacità di esercizio. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il problema non influisce sulle normali funzioni fisiche e molti ragazzi imparano a convivere con questa condizione senza particolari difficoltà.
Nuove opzioni terapeutiche
Negli ultimi anni, sono emerse nuove opzioni terapeutiche per il trattamento del petto escavato, in particolare presso l’ospedale Niguarda di Milano, dove è stata sviluppata una terapia non chirurgica che ha mostrato risultati promettenti. Questa terapia si basa sull’uso di dispositivi ortopedici e di un programma di esercizi mirati, il cui obiettivo è quello di migliorare la postura e rinforzare i muscoli del torace. La terapia è particolarmente efficace se iniziata in età giovanile, quando il corpo è ancora in fase di crescita e sviluppo.
Un esempio significativo di questo approccio è rappresentato da Marco, un giovane nuotatore di 20 anni, che ha affrontato il petto escavato durante la sua adolescenza. Marco ha iniziato a notare il problema all’età di 12 anni, quando ha cominciato a sentirsi a disagio con l’aspetto del suo petto e ha sperimentato alcune difficoltà durante le sessioni di nuoto. Nonostante ciò, la sua passione per il nuoto lo ha spinto a cercare una soluzione per migliorare la sua condizione.
Dopo aver consultato i medici dell’ospedale Niguarda, Marco ha deciso di intraprendere il nuovo trattamento non chirurgico. Questo percorso ha incluso:
- Uso di un dispositivo ortopedico personalizzato, progettato per esercitare una leggera pressione sullo sterno.
- Partecipazione a sessioni di fisioterapia, seguendo un programma di esercizi specificamente studiati per migliorare la postura e rinforzare i muscoli del torace e dell’addome.
Nel corso dei mesi, Marco ha notato un miglioramento significativo non solo nell’aspetto del suo petto, ma anche nella sua capacità di nuotare. La combinazione di terapia ortopedica e esercizi fisici ha contribuito a rafforzare la sua autostima e a migliorare le sue performance sportive. Oggi, Marco è un nuotatore competitivo e partecipa regolarmente a gare, dimostrando che è possibile convivere e superare le sfide legate al petto escavato.
Opzioni chirurgiche e conclusioni
Oltre al trattamento non chirurgico, esiste anche la possibilità di interventi chirurgici per i casi più gravi di petto escavato, come il metodo di Nuss, che prevede l’inserimento di una barra metallica per correggere la forma del torace. Tuttavia, questa opzione viene generalmente presa in considerazione solo quando le problematiche fisiche o psicologiche sono significative e il trattamento non chirurgico non ha portato ai risultati desiderati.
È fondamentale che i ragazzi e le loro famiglie siano informati sulle opzioni disponibili e sulle potenziali complicazioni del petto escavato. La sensibilizzazione è essenziale affinché i giovani possano ricevere il supporto e le cure necessarie. La storia di Marco è un esempio di come, con la giusta assistenza e una terapia adeguata, sia possibile affrontare e superare questa condizione, trasformando un difetto in un’opportunità di crescita e successo.
L’approccio multidisciplinare dell’ospedale Niguarda, che coinvolge medici, fisioterapisti e psicologi, rappresenta un modello efficace da seguire per affrontare problemi simili. Con l’evoluzione delle tecniche terapeutiche e una maggiore consapevolezza, si spera che sempre più ragazzi possano trovare la giusta soluzione per il petto escavato, migliorando la loro qualità di vita e la loro autostima.