
Entro il 2050, la metà degli adulti e un terzo dei bambini potrebbero affrontare la sfida dell'obesità - ©ANSA Photo
L’obesità e il sovrappeso rappresentano una delle sfide sanitarie più gravi del nostro tempo, spesso definite la “vera pandemia” del XXI secolo. Con l’avvicinarsi del 2050, le proiezioni sono preoccupanti: secondo un recente rapporto della rivista scientifica Lancet, se non saranno adottate misure preventive efficaci, circa il 60% degli adulti e un terzo dei bambini nel mondo potrebbero soffrire di obesità e sovrappeso. Questo scenario non solo mette a rischio la salute individuale, ma minaccia anche la sostenibilità dei sistemi sanitari globali.
La situazione italiana
L’Italia non è immune a questa problematica. I dati del sistema di sorveglianza Passi per il biennio 2022-2023 rivelano che 4 adulti su 10 nel nostro Paese sono in eccesso ponderale, con un rapporto di 3 in sovrappeso e 1 obeso. Le differenze di genere sono significative: il 52% degli uomini italiani affronta problemi di peso rispetto al 34% delle donne. Inoltre, l’eccesso ponderale è più comune tra le persone con difficoltà economiche e un basso livello di istruzione; ad esempio:
- 63% di coloro che hanno solo la licenza elementare è in eccesso ponderale.
- 32% tra i laureati.
Un’analisi delle fasce d’età mostra che il 27% dei giovani adulti tra i 18 e i 34 anni è in eccesso di peso, cifra che cresce al 53% per coloro che hanno più di 50 anni e al 58% tra gli over 65 anni. Le regioni meridionali dell’Italia, come Molise, Campania, Basilicata e Puglia, continuano a detenere il primato per l’eccesso ponderale, con percentuali che sfiorano il 50% della popolazione residente.
La ricerca globale
Il rapporto del Lancet, realizzato dai ricercatori del Murdoch Children’s Research Institute, si basa su dati provenienti dal Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study, analizzando le conseguenze del peso corporeo sulle disabilità e sulla mortalità in 204 nazioni dal 1990 al 2021. I risultati mostrano che attualmente circa un miliardo di uomini e 1,11 miliardi di donne sopra i 25 anni convivono con sovrappeso e obesità. La prevalenza dell’obesità è praticamente raddoppiata, con aree come l’Oceania, il Nord Africa e il Medio Oriente che registrano tassi di obesità superiori al 60-70%.
Negli Stati Uniti, il paese con il tasso più elevato di obesità, il 42% degli uomini e il 46% delle donne sono colpiti. A livello globale, la media del 2021 evidenziava il 43% degli adulti affetti da sovrappeso e obesità. Se le attuali tendenze continueranno, entro il 2050 il 57% degli uomini e tra il 46% e il 60% delle donne saranno in eccesso ponderale. Anche l’Africa subsahariana prevede un aumento del 250% dei casi di obesità, con oltre 522 milioni di persone obese o in sovrappeso entro il 2050.
L’epidemia tra i bambini
Anche i più giovani non sono immuni a questa crisi. La prevalenza di obesità e sovrappeso tra bambini e adolescenti è raddoppiata tra il 1990 e il 2021, raggiungendo il 20% a livello globale. I dati mostrano che il numero di bambini obesi è triplicato nello stesso periodo, passando dal 2% al 7%. Le previsioni suggeriscono che entro il 2050 circa un terzo della popolazione pediatrica mondiale potrebbe essere in eccesso ponderale, con un 16% classificabile come obeso. Le aree più colpite includeranno il Nord Africa, il Medio Oriente, l’America Latina e i Caraibi.
Jessica Ker, coautrice dello studio, avverte che se non si agisce ora, la situazione potrebbe diventare insostenibile. “Le nostre stime identificano bambini e adolescenti in molte aree dell’Europa e dell’Asia meridionale che attualmente sono in sovrappeso. Sono necessarie strategie mirate di prevenzione dell’obesità per evitare una trasmissione intergenerazionale del problema”, afferma.
Cosa fare?
La rotta attuale ci conduce verso un pianeta caratterizzato da un crescente eccesso ponderale, con conseguenze devastanti per la salute pubblica. Disturbi cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di cancro sono solo alcune delle patologie correlate all’obesità. Gli autori dello studio sottolineano la necessità di piani d’azione quinquennali (2025-2030) per affrontare immediatamente questo problema. È imperativo che la prevenzione dell’obesità diventi una priorità nelle agende politiche, specialmente nei paesi a basso e medio reddito, dove le sfide alimentari sono particolarmente acute.
Interventi efficaci devono includere:
- Regolamentazione più severa dei cibi ultraprocessati.
- Promozione di diete sane e nutrienti.
È tempo di agire in modo deciso, poiché molti paesi hanno solo una finestra limitata di opportunità per fermare la crescita dell’obesità e garantire un futuro più sano per le generazioni a venire.