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Long Covid, uno studio rileva 203 sintomi: tutti i dati e i sintomi persistenti

Tutti i dati in una ricerca svolta in 56 paesi sugli effetti del Coronavirus sui guariti da diversi mesi

Un nuovo studio sul Long Covid ha pubblicato i propri risultati lo scorso 15 luglio sulla rivista EClinicalMedicine di The Lancet. Si tratta della ricerca più grande di sempre a livello internazionale sulla tematica. I ricercatori, infatti, hanno individuato ben 203 sintomi che si prolungherebbero anche dopo la negativizzazione dei pazienti affetti da Covid-19.

Long Covid ed effetti: uno studio identifica 203 sintomi

Il quotidiano britannico The Lancet il 16 luglio ha pubblicato un articolo di Linda Geddes, il cui titolo recita: “Secondo uno studio, il Long COVID ha oltre 200 sintomi”. In uno studio, che si propone come il più vasto in materia svolto finora, i ricercatori hanno individuato ben 203 sintomi che si prolungherebbero anche mesi dopo la fine dell’infezione. Si tratta comunque di una condizione complessa su cui enti di vario tipo continuano a fornire definizioni diverse. Questa sindrome post-Covid comprende comunque tutti i sintomi attribuibili al Coronavirus con una manifestazione che ha durata compresa tra 4 e 12 settimane dopo l’evento acuto.

I dati forniti dallo studio a livello globale

L’importanza della ricerca risiede nella materia analizzata, finora non troppo approfondita, e nel numero dei soggetti che ha partecipato all’indagine. Alla base dello studio, infatti, è stato eseguito un sondaggio online distribuito a pazienti con casi sospetti di Covid-19 (2.742) e con casi confermati (1.020). I partecipanti al sondaggio provenivano da 56 paesi diversi e hanno identificato ben 203 sintomi di Long Covid dei quali 66 si sono prolungati per oltre 7 mesi dalla malattia acuta. In media ogni paziente ha presentato 56 sintomi, tra cui i principali risultavano essere febbre, diarrea, tosse e mal di gola. A seguire anche tachicardia, episodi improvvisi di disorientamento, cefalea. A 24 settimane dalla malattia, inoltre, persistevano malessere diffuso, debolezza e disfunzione cognitiva. Quasi l’86% degli intervistati, inoltre, ha accusato ricadute dovute a sforzi eccessivi o stress, ed una buona parte di loro ha richiesto un orario ridotto al lavoro.

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