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Covid-19 e vaccino, una sola dose di Astrazeneca o Pfizer riduce i rischi al 65%

Una nuova ricerca inglese getta luce sull'efficacia del vaccino

Non cessano di essere pubblicate nuove ricerche scientifiche che provano l’efficacia dei vaccini covid, la loro durata nel tempo o gli eventuali effetti collaterali. E mentre il piano di vaccinazione prosegue a ritmo spedito dei Paesi di tutto il mondo, case farmaceutiche e laboratori di ricerca continuano a lavorare senza sosta per fornire sempre più risposte. Una nuovissima ricerca scientifica inglese, infatti, ha studiato l’efficacia in percentuale di una sola dose di vaccino Pfizer o Astrazeneca. Ecco i risultati dello studio.

Vaccino covid: una dose di Pfizer o Astrazeneca riduce i rischi del 65%

L’Università di Oxford in collaborazione con l’Office for National Statistics ha pubblicato di recente i dati di una nuova ricerca scientifica. Lo studio dimostra che una sola dose di vaccino Pfizer o Astrazeneca è già in grado di limitare i contagi e i sintomi gravi. Il rischio, infatti, si riduce di circa il 65%, ovvero quasi due terzi rispetto a prima. Gli studiosi hanno analizzato i risultati dei test del Covid di oltre 350.000 persone in tutto il Regno Unito tra il mese di dicembre e quello di aprile. I ricercatori, infatti, hanno rilevato che 21 giorni dopo la prima dose (il tempo necessario perché il sistema immunitario reagisca) le infezioni sono calate di oltre il 60%. Un dato rilevante che crea ottimismo in ambito scientifico.

In Italia altri 2 milioni e mezzo di vaccini entri il 5 maggio

In Italia il piano di vaccinazione prosegue a pieno ritmo. E nella mattinata del 23 aprile, il commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo ha espresso tutta la sua fiducia per le prossime settimane. In visita a Bari, infatti, ha dichiarato: “A stamattina siamo a 16 milioni e 600 mila somministrazioni, di cui 12 milioni e 700 mila prima somministrazione e 4 milioni e 900 mila persone vaccinate. Da qui al 29 aprile avremo 2 milioni e mezzo di ulteriori vaccini“. Nello specifico, dal 29 aprile al 5 maggio, giorno in cui dovrebbe terminare l’afflusso di aprile, l’Italia dovrebbe avere altri 2 milioni e 600 mila vaccini a livello nazionale.

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