La dieta anti-Lemme: il dottor Godina sfida il noto farmacista

La dieta anti-Lemme: il dottor Paolo Godina sfida il noto farmacista con un libro nel quale spiega come dimagrire davvero senza cadere nei suoi errori. “Non contesto la persona ma un metodo che io non condivido assolutamente. Sono convinto che l’approccio alla persona è quello che fa la differenza”, ha detto. Uno dei capisaldi della dieta Lemme è usare il cibo come un farmaco ma a tal proposito il dott. Godina ha avuto di che contestare: “Il cibo non è una medicina, è stare in compagnia, è festa, tradizione, non possiamo dimenticarci di questo aspetto del cibo. Le persone devono dimagrire ma senza dimenticare questo. Le basi della mia dieta sono proprio i carboidrati”, ha sostenuto, a differenza di quanto sostenuto dal metodo Lemme.

Il libro di Godina

Il libro del dott. Godina si intitola La dieta anti Lemme. La dieta ha ragione? Io di più!. In esso il nutrizionista ha deciso di ricorrere ad un linguaggio tra l’ironico e lo scientifico per parlare ai suoi lettori in modo semplice e diretto. Il punto di partenza, tuttavia, sono le sue dirette esperienze professionali. Nel testo non mancano infatti le testimonianze di pazienti veri che si sono prima rivolti a Lemme e poi a lui. Ciò che Godina ci tiene a precisare, tuttavia, è che il suo non vuole affatto rappresentare un attacco ad Alberico Lemme. Semmai, vuole criticarne il metodo. Il nutrizionista non si schiera dalla parte di coloro lo hanno accusato di essere un cialtrone, un abusivo (per molti esercita la professione di dietologo pur essendo solo un mero farmacista) e un maleducato. Il suo desiderio è semplicemente quello di mettere in discussione il suo metodo – ovvero la filosofia alimentare – utilizzando il suo punto di vista professionale ma sempre ironico.

La dieta Lemme in 7 punti

Ma in che consiste esattamente la dieta degli spaghetti a colazione? Essa promette di far perdere anche 10 chili in un mese ed è suddivisa in 2 fasi: dimagrimento e mantenimento. L’importante è seguire alcune indicazioni:

  • Ci sono orari precisi per il consumo dei pasti: la colazione deve avvenire entro le 9.30, il pranzo tra le 12 e le 14, la cena tra le 19 e le 21. Sono previsti poi due spuntini, uno tra le 10 e le 11 e l’altro tra le 16 e le 17, entrambi consistenti in un limone a spicchi più un the.
  • Non si tiene conto del conteggio delle calorie bensì dell’indice glicemico dei cibi. Alcuni sono ammessi, altri non lo sono. Se l’indice glicemico di un alimento è alto forma glucosio nel sangue, se è basso non lo produce e regola il senso di sazietà. Sono quindi gli alimenti con scarso indice glicemico a dover essere prediletti.
  • Pasta a colazione, proteine a pranzo e cena: i cibi sono producono effetti diversi in base al momento della giornata. La pasta è inserita a colazione poiché è metabolizzata meglio nelle prime ore del giorno.
  • Da abolire completamente sia il sale che lo zucchero, rispettivamente responsabili dell’ipertensione e della stimolazione dell’insulina (pronta a causare la comparsa della cellulite). Lo stesso destino spetta al pane, il quale sarebbe responsabile di un eccesso di carboidrati. Da evitare anche aceto, dolcificanti, latte e derivati.
  • Via libera a pasta, carne, pesce, caffè, the, limone (considerato un cibo brucia-grassi), olio extravergine d’oliva, peperoncino, pepe, prezzemolo, aglio, salvia, rosmarino, basilico, timo, cipolla e crusca. Si accetta qualsiasi tipo di cottura, anche la frittura.
  • La dieta parte da una test valutativo di cui si occupa Lemme in persona. Dopo il colloquio viene steso un meno ad hoc specifico per il soggetto, al quale seguiranno controlli mensili (ma guai a parlare di analisi del sangue).
  • Niente esercizio fisico: blocca il dimagrimento.

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