Camminare in inverno: perché il corpo ne ha un disperato bisogno

Camminare al freddo fa bene alla salute. Potrebbe sembrare una tortura eppure gli esperti sono pronti a giurare che il piccolo sacrificio vale la pena di essere compiuto. I benefici della camminata a passo moderatamente svelto sono stati dimostrati da numerosissimi studi. Come se non bastasse, una bella camminata permette di bruciare un incredibile numero di calorie, avvicinandosi addirittura quelle che vengono bruciate da una corsa. Esulando tuttavia dal mero dimagrimento, è possibile individuare numerosi punti in favore della camminata anche dal punto di vista del benessere. Se poi si cammina all’aria aperta, magari con il termometro che segna pochi gradi centigradi, ancora meglio.

A sottolineare i benefici delle passeggiate è stato il dottor John Sharp, specialista in psichiatria clinica e disturbo affettivo stagionale presso il Beth-Israel Deaconess Medical Center di Boston. A suo avviso i benefici sono davvero molteplici. Prima di tutto, la luce solare aumenta il rilascio di serotonina, ovvero l’ormone della felicità. Quest’ultima elimina l’ansia e l’aggressività, di conseguenza una bella camminata può ridurre lo stress e stimolare al tempo stesso la memoria. La luce stimola anche la produzione di vitamina D, fondamentale per l’energia, l’attenzione e l’umore. La mancanza di esposizione alla luce può anche alterare i ritmi circadiani, che regolano il ciclo di sonno e veglia: oltre a peggiorare gli stati d’animo, anche la digestione e il metabolismo possono esserne influenzati negativamente.

Passeggiare al freddo: tutti i benefici

In inverno si fa fatica ad immagazzinare la giusta quantità di vitamina D proprio a causa della scarsità di luce. Una passeggiata all’aria aperta sopperisce a questa mancanza e aiuta a riequilibrare i livelli di energia, attenzione e umore. Bisogna poi considerare un ‘aspetto secondario’. Uscire per camminare significa al tempo stesso spegnere pc, tablet, smartphone e tv: la propria visione emotiva non potrà che ringraziare. Stessa reazione incoraggiante anche per il sistema immunitario. Uno studio giapponese parla del “forest bathing”, ovvero dei benefici che è possibile ricavare da una breve passeggiata in una foresta. In Italia non è così semplice immergersi in una foresta, eppure i vantaggi per le barriere protettive del corpo restano le medesime. Via quindi ogni ritrosia e pigrizia: in fondo una volta che ci si è messi in marcia il freddo tende a scomparire e rimangono solamente gli aspetti positivi di questa benevola attività fisica.

Dimagrire camminando: qual è il passo giusto

Camminare è senza dubbio il rimedio più semplice per non abbandonarsi alla pigrizia e concedersi un esercizio fisico moderato frequente. Non tutte le camminate, tuttavia, sono efficaci allo stesso modo. Un articolo pubblicato sul British Journal of Sports Medicine e intitolato “Quale velocità è veloce abbastanza?” ha indagato a fondo la questione per fornire una risposta concreta alla domanda: come deve essere la camminata ideale per mantenersi in forma? Quale andatura permette di raccogliere i maggiori benefici? Dopo aver portato avanti delle ricerche su individui over 18 dotati di indici di massa corporea diversi, il numero che ha messo tutti d’accordo è stato quello di 100 passi al minuto. Questa la soglia sotto la quale non si dovrebbe mai scendere per considerare la propria camminata un’attività fisica moderata, utilissima per velocizzare il metabolismo ed allontanare sovrappeso o problemi cardiovascolari. Se invece si vuole arrivare ad un’attività fisica intensa è necessario mantenersi almeno sui 130 passi al minuto.

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