Mangia pollo al curry: resta paralizzato dal naso in giù

Un uomo di nome David Braham ha mangiato del pollo al curry al ristorante cinese e il risultato è stato devastante. L’intossicazione alimentare (qualche consiglio per evitarle sempre, anche in vacanza) che ha colpito il quarantenne ha scatenato una rara malattia auto-immune, ovvero la sindrome di Guillan-Barré. Il tutto è accaduto mentre l’uomo si trovava nei pressi di un campo da rugby, dove si stava allenando suo figlio. Non appena ha cominciato a sentirsi male, i presenti hanno chiamato l’ambulanza e per fortuna i soccorsi sono arrivati in modo tempestivo. Ciò nonostante, il paziente è andato in coma. Al suo risveglio David si è ritrovato paralizzato dal naso in giù, incapace di compiere qualsiasi movimento e ovviamente anche di occuparsi di se stesso e della sua famiglia. Una vera tragedia, assurda per il modo in cui è maturata, ma che non ha affatto scoraggiato il paziente. Al contrario, lo ha motivato a recuperare passo dopo passo.

Intossicazione da campylobacter

A raccontare la sua storia è il Daily Mail. David si è preparato il piatto velocemente perché voleva tornare prima possibile al campo da suo figlio. Nel pollo al curry, però, doveva esserci un batterio pericolosissimo. Così l’uomo ha cominciato ad avvertire prima un formicolio alla mano e poi un malessere diffuso in tutto il corpo. “Dopo 24 oro ero in coma”, ricorda oggi il povero David. Gli ultimi 4 mesi per lui sono stati terribili: è restato fermo in un letto d’ospedale, senza riuscire nemmeno a respirare da solo. Un vero calvario, che però ha avuto un lieto fine. Oggi l’uomo non ha ancora recuperato del tutto ma sta molto meglio. A volte può uscire dall’ospedale, salvo poi rientrare per effettuerà monitoraggi e controlli.

Mangia pollo al curry: resta paralizzato dal naso in giù

Il batterio Campylobacter

I medici hanno scoperto che l’intossicazione è stata causata dal batterio campylobacter. Il diretto interessato, fiero dei risultati raggiunti con la riabilitazione, ha affermato che a dargli una motivazione sufficiente è stato il pensiero dei suoi figli. Doveva guarire per loro, per tornare a casa con la sua famiglia. Ad aiutarlo è stato anche il fisico atletico. David infatti è sempre stato un amante dello sport e la sua corporatura allenata gli ha permesso di reagire meglio alle cure. La speranza è che le terapie continuino a fare effetto proprio come avvenuto finora. Solo così David potrà riprendere la sua vita nel modo più autonomo possibile, cercando di lasciarsi alle spalle questa terribile e assurda disavventura.

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