L’orgasmo delle donne: 8 cose che gli uomini non sanno (e che dovrebbero sapere)

L’orgasmo è un argomento in grado di suscitare sempre molto interesse. D’altronde un approccio sessuale ha come fine ultimo il piacere e questo, inutile dirlo, passa proprio l’orgasmo. Quello delle donne segue dinamiche e caratteristiche diverse rispetto a quello degli uomini. Ecco perché capirsi, tra le lenzuola, non è sempre facile. Affrontando l’argomento da un punto di vista femminile, bisogna elencare almeno 8 elementi che spesso gli uomini non riescono a cogliere. Sbagliato, perché invece dovrebbero conoscere l’argomento alla perfezione per il bene della coppia! A seguire un elenco completo con 8 fattori da tenere ben presenti quando ci si avvicina ad una donna. Il sesso potrebbe davvero trarne benefici profondi, permettendo alla coppia di compiere un bel balzo in avanti.

  1. I preliminari sono importanti. Per gli uomini, c’è solo una cosa da fare: farsene una ragione. La donna ha bisogno di più tempo per raggiungere l’apice del piacere, quindi è necessario cominciare a stimolarla ben prima del rapporto sessuale vero e proprio.
  2. L’eiaculazione femminile esiste ed è simile a quello dell’uomo. Sebbene sia solamente il 20 per cento delle donne ad ammettere di vivere questa esperienza regolarmente, ciò non significa che non esista.
  3. L’orgasmo femminile è molto più cerebrale di quello maschile. L’orgasmo femminile non comincia con la stimolazione di genitali e parti erogene. Ciò significa che se la lei in questione non è mentalmente predisposta è del tutto inutile insistere: si andrebbe solamenete incontro ad un fallimento.
  4. Fingere un orgasmo è facile. Ebbene sì, la famosa scena di Harry, ti presento Sally non è così irrealistica. Maschi, anche in questo caso occorre solamente farsene una ragione: capire se la donna è più o meno sincera è praticamente impossibile.
  5. La donna può raggiungere un orgasmo 3 volte superiore a quello maschile. Ciò vale sia per intensità che per durata: che invidia, eh?
  6. Il punto G esiste davvero. Falsi miti a parte (il punto G non è un bottone da premere all’occorrenza), si tratta di una zona che si trova nella parte anteriore della vagina che, se stimolata, può regalare un piacere profondo. Ma attenzione, si tratta di un argomento che va preso con le pinze: non sempre funziona.
  7. Raggiungere l’orgasmo è difficile. Più difficile di quanto si possa pensare. Recenti ricerche parlano del 70 per cento di possibilità, contro il 90 per cento degli uomini.
  8. Per la coppia arrivare all’orgasmo contemporaneamente è quasi utopistico. Ognuno ha i suoi tempi  e quelli della donna sono più lunghi, come già precisato. Nessun problema, ovviamente. Basta cercare di soddisfarli entrambi durante il rapporto, senza essere egoisti.

Chiamare l’ex durante l’orgasmo è un buon segno

Difficile a credersi ma pronunciare il nome dell’ex durante l’orgasmo è un buon segno. Prima di tutto occorre precisare che ciò accade più spesso di quanto si possa pensare. Gli esperti spiegano poi il motivo per il quale ciò avviene: “Quando ci si trova in uno stato di euforia, vengono evocate cose che ne ricordano altre perché sei in uno stato che hai già vissuto”. Poiché l’orgasmo comporta un’alterazione delle condizioni psicofisiche è inevitabile che il cervello compia dei salti all’indietro. E il dottor Jim Pfaus rivela quel nesso destinato (forse) a salvare molte coppie: “Quando il vostro partner viene chiamato con il nome del vostro ex, è perché la sensazione che avete provato insieme gli ricorda quella vissuta nella precedente storia”. Può bastare come spiegazione? Impossibile esserne certi.

Photo credits Facebook

Commenti

commenti