Bimba immunodepressa: rischia la vita con le nuove regole sui vaccini

Angela Stella è una bimba di 6 anni immunodepressa e quindi particolarmente delicata: lo sfogo della mamma spiega perché le nuove regole sui vaccini mettono a rischio la sua vita.

La mamma di Angela Stella ha voluto raccontare la storia di sua figlia per esporre pubblicamente un dubbio che la preoccupa seriamente: cosa può succedere alla figlia se i vaccini smetteranno di essere obbligatori, così come proposto dal Movimento 5 Stelle e da altre forze politiche? La bimba vive a Padova ed ha subìto un trapianto di midollo in seguito alla diagnosi anemia aplastica. Un donatore statunitense le ha salvato la vita ma la chemioterapia fatta in quel periodo le impedisce tutt’ora di contare sugli anticorpi necessari ad affrontare malattie infettive quali morbillo e rosolia (un esempio: una semplice dissenteria ha causato 3 mesi di malattia per la piccola). Per lei non sono possibili nemmeno i vaccini, il che la rende particolarmente esposta al rischio contagio.

A settembre 2017 tuttavia il suo desiderio di andare a scuola come tutti i bambini della sua età si era potuto avverare: una classe blindata, composta interamente da bambini vaccinati, era stato il giusto compresso per farle vivere una vita normale senza esporla a eccessivi pericoli. “Era così contenta di tornare a stare con gli altri bambini che il primo sabato e domenica ci ha chiesto perché non potesse andare a scuola lo stesso”, ha ricordato il padre. Le nuove regole che minacciano di tornare indietro e di non rendere obbligatori i vaccini, però, rischiano di azzerare quanto fatto finora per Angela Stella e per gli altri 1500 bambini che per vari motivi diventano immunodepressi ogni anno.

Purtroppo la loro vita è piena di privazioni, a maggior ragione se i luoghi pubblici cominceranno a riempirsi di bambini non vaccinati: niente scuola in primis ma anche niente spiaggia, niente centro commerciale, niente cinema, niente ristorante (al momento la famiglia di Angela Stella chiede salette private), nessuna festa né sport. “Vaccinare o meno i propri figli non è una questione di libertà, ma si tratta di scegliere la cosa più giusta. E i costi e benefici devono essere stabiliti da persone competenti. Solo gli esperti possono fare delle scelte ponderate e i politici devono affidarsi a loro […] Nessuno di questi no vax si mette nei panni delle famiglie che vive un calvario quotidiano come il nostro“, si è sfogata mamma Federica. Una testimonianza che, come minimo, dovrebbe far riflettere.

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