Come dormite col partner? La posizione rivela la salute della coppia

Il modo in cui ci si dispone nel letto matrimoniale la dice lunga sulla salute della coppia: abbracciati, a cucchiaio, schiena contro schiena, lontani o aggrovigliati, il messaggio che traspare dal corpo non è mai lo stesso.

La posizione in cui si dorme con il proprio compagno non è indifferente né casuale. Al contrario, può rivelare dettagli intimi e molto spesso inconsci relativi allo stato di salute della coppia. Il fatto non è nuovo: da tempo psicologi e terapeuti si impegnano nell’analizzare ogni singolo movimento che avviene tra le lenzuola e lo rapportano alla vita a due. La più classica delle posizioni, per esempio, è quella a cucchiaio: lui e lei si abbracciano da dietro, con la pancia dell’uno che rimane a contatto con la schiena dell’altra. Tale posizione evidenzia feeling, fiducia e voglia di protezione, ma soprattutto è un chiaro segnale che la coppia funziona alla grande.

Va interpretato in maniera positiva anche dormire schiena contro schiena: chi lo fa dimostra di essere vicino ma al tempo stesso indipendente, ovvero l’emblema di un rapporto maturo e completo. Va meno bene, però, se uno dei due si aggrappa all’altro: probabilmente il partner che lo fa desidererebbe più attenzioni. Chi invade lo spazio dell’altro, atteggiamento molto frequente e che danneggia anche il sonno in generale, inconsciamente dimostra un desiderio di prevaricazione e una punta di egoismo. A quel punto una bella chiacchierata e un piccolo esame di coscienza potrebbero rappresentare il punto di partenza per individuare il problema e risolverlo senza drammi, prima che la questione diventi ingestibile.

Abbracciarsi faccia a faccia è un’abitudine delle neo-coppie e dimostra una profonda tenerezza, alla lunga tuttavia si tende ad abbandonarla soprattutto perché fisicamente scomodo. Dipendenza e la consapevolezza di non poter fare a meno dell’altro emergono dalla coppia che si avvinghia con la gamba al corpo dell’altro, mentre bisogna cominciare a preoccuparsi se la distanza a letto supera abitualmente i 30-40 centimetri. Corpi così distanti possono essere il primo campanello d’allarme per una crisi che potrebbe essere già in agguato.

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