Influenza, il picco ha colpito soprattutto i bambini: a che punto siamo?

Le vittime dell’influenza hanno raggiunto vette altissime in questa stagione 2016/2017 ma il peggio è arrivato e sembra in procinto di andarsene. Come previsto, i bambini sono stati in assoluto i più colpiti. Facciamo il punto della situazione.

Era ovvio che freddo e gelo avrebbero fatto registrare il picco dell’influenza 2017. Si sono verificati 552.300 casi solamente nella prima settimana di gennaio, mentre l’ultima settimana di dicembre aveva raggiunto quota 603.400 per un totale stagionale di 2 milioni e 486mila ammalati (dati Simg, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie). Cosa bisogna aspettarsi per le prossime settimane? Circa un altro milione e mezzo di italiani a letto.

A soffrire più di ogni altra fascia d’età è quella costituita dai bambini al di sotto dei 5 anni, nella quale si è verificata un’incidenza di 17,47 casi ogni 1000 assistiti (per gli adulti il dato scende a 9,11 ogni 1000). È andata un po’ meglio a bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 14 anni, visto che l’incidenza è stata di 9,27 casi su 1000. Per quanto riguarda le regioni italiane, le medie sono leggermente più alte in Piemonte, Valle D’Aosta, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania e Basilicata (10 casi su 1000 assistiti).

Influenza, il picco ha colpito soprattutto i bambini: a che punto siamo?

Il dottor Claudio Cricelli, presidente Simg, ha fatto il punto della situazione affermando che il sistema e i medici di famiglia stanno reggendo l’impatto delle epidemie con un considerevole aumento del carico di lavoro, ancora più marcato a seguito della concentrazione dei casi nel tempo e nel periodo delle festività natalizie. Definendo il quadro generale “sotto controllo”, Cricelli ha poi ricordato che le complicanze causate dalla malattia e le sindromi virali non influenzali sono più numerose di quelle determinate dall’influenza. Ciò comporta problemi anche per le persone vaccinate contro l’influenza, le quali possono soffrire di patologie delle prime vie aeree tra cui il più comune raffreddore (LEGGI ANCHE: BREVETTATO IL VACCINO PER IL RAFFREDDORE, ADDIO FAZZOLETTI È NASO CHIUSO?). I numeri sono destinati a scemare nelle prossime settimane ma, visto il gelo che si è abbattuto sull’Italia, bisognerà fare attenzione ad eventuali ricadute.

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