Antibiotici, è allarme: uso sbagliato e costante perdita di efficacia

Aumenta la resistenza agli antibiotici ed è allarme tra i microgiologi. Infatti, malattie fino ad ora considerate comuni potrebbero diventare anche letali se il corpo smette di rispondere ai farmaci; a dirlo sono gli scienziati dell’Amcli (Associazione microbiologi clinici italiani) che hanno evidenziato come i batteri comunemente curati con gli antibiotici stanno diventando sempre più resistenti. “Anche a causa del rallentamento nella ricerca di nuovi antibiotici che si è verificato negli ultimi anni oggi non è raro isolare ceppi batterici resistenti a quasi tutti, se non tutti, gli antibiotici che abbiamo a disposizione, che causano infezioni molto difficili da trattare“, dicono gli esperti.

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Secondo i medici l’uso sbagliato di antibiotici e la loro minore efficacia causa circa 25 mila morti all’anno. Oltre a queste tragiche conseguenze ci sono altri problemi: un aumento dei giorni di degenza ospedaliera, un maggiore costo per la sanità pubblica e un’ospedalizzazione sempre più frequente. Aumentano anche i casi di comorbilità, ossia la presenza di due o più patologie presenti nella stessa persona, che causa quindi una difficoltà nelle cure.

Negli ultimi anni si è anche avuto un notevole rallentamento nella ricerca di nuovi antibiotici. Qual’è la soluzione?
Occorre agire su un duplice binario da una parte con lo studio delle nuove forme batteriche che si stanno sviluppando e dall’altro ottimizzare la collaborazione tra le diverse figure professionali che in ospedale possono concorrere alla migliore diagnosi dell’infezione e disegnare la strategia antibiotica effettivamente più efficace“, dicono i ricercatori. Anche se è bene ricordare che per mettere in commercio un nuovo antibiotico servono almeno dieci anni tra studio e sperimentazione e costi notevolmente alti.

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