Sesso, italiani stressati dalle tecnologie: calo del desiderio in agguato

Le nuove tecnologie fanno male al sesso: portarsi lo smartphone o il tablet a letto per controllare i post su Twitter o per chattare con What’s App “seppellisce” il desiderio. Gli esperti lo chiamano “tecnostress”, quello stato di ansia e iperattività che viene indotto dalle tecnologie digitali e che coinvolge oltre 2 milioni di italiani. Secondo un studio condotto dalla Net dipendenza Onlus – una società che si occupa di dipendenza da computer, web e cellulari – che ha intervistato centinaia di manager delle telecomunicazioni, sono tantissimi coloro che ammettono di trascurare il proprio rapporto di coppia a causa di accessori hi-tech di cui non riescono (o non possono) fare a meno.

Il “tecnostress” causa astenia sessuale, il calo del desiderio dovuto all’abbassamento del livello di testosterone: i più colpiti sarebbero networker, lavoratori Ict, operatori di call center, commercialisti, ma anche giornalisti, pubblicitari e analisti finanziari. “Per ritrovare il vigore sessuale causato da astenia ci sono validi e testati rimedi naturali, come una maggiore socialità, coccole e massaggi”, oltre a “integratori a base di Tradamixina, un composto naturale a base dell’alga Ecklonia Bicyclis, Tribulus Terrestre e Glucosamina, che agisce sul testosterone, l’ormone maschile responsabile della libido. E naturalmente bisogna staccare la spina a computer, tablet e smarthpone, suggerisce l’urologo Carlo Molinari dell’ospedale San Camillo di Roma.

La carenza di rapporti sessuali, secondo una ricerca pubblicata sul Journal of American Medical Association, è determinata anche dalla mancanza di tempo, sempre di meno a causa dei social network che dimezzano molte occasioni per stare insieme. Il 16% degli uomini che naviga soffre di totale assenza di stimoli sessuali nei confronti della partner a causa del troppo tempo trascorso sui social network; addirittura un americano su 10 non rinuncia a usare lo smartphone neanche durante un rapporto sessuale.

Foto by Twitter

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