Morte Davide Astori: il cardiologo spiega perché può accadere

Il capitano della Fiorentina Davide Astori è morto a soli 31 anni per un arresto cardiaco: qualche giorno prima aveva superato i controlli medici ma secondo gli esperti questo tipo di tragedie possono capitare.

Davide Astori, capitano della Fiorentina e padre di una bimba di 2 anni, è stato trovato morto nella sua stanza d’albergo a soli 31 anni. Il decesso è avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 marzo, probabilmente per cause naturali. A far riflettere è il fatto che il calciatore avesse superato con successo i controlli medici avvenuti solamente qualche giorno prima. Possibile che la morte non potesse essere prevista o, meglio, evitata? Diversi cardiologi si sono espressi in merito esponendo vari aspetti della vicenda ma concordando sullo stesso fatto: alcuni decessi purtroppo sono del tutto imprevedibili.

Il professor Antonio Rebuzzi, direttore della Cardiologia Intensiva del Policlinico Gemelli di Roma, in un intervento a Sky Sport ha affermato che “le cause di una morte improvvisa possono essere molte. Esistono miocardiopatie che si vedono, poi ci sono le canalopatie […] che non sempre si possono vedere, a meno che non ci sia una familiarità. L’infarto, pur essendo raro, è un’eventualità che può succedere”.

Discorso molto simile da parte del professor Antonio Crea, direttore del Dipartimento di Scienze cardiovascolari della medesima struttura: “La messa a fuoco del cuore degli atleti è di alto profilo, basata sull’elettrocardiogramma, sull’ecocardiogramma, sull’esame obiettivo accurato. Diciamo che in Italia una causa prevedibile di morte improvvisa è estremamente difficile che possa succedere. Però […] ci sono delle cause che non sono assolutamente prevedibili come l’infarto: una coronaria può essere sostanzialmente normale anche alla coronarografia e dopo qualche minuto si forma un coagulo”, ha spiegato ad Adnkronos.

“Altro motivo di morte può essere una miocardite, un’infiammazione del cuore che alle volte purtroppo esordisce con la morte improvvisa”, ha aggiunto lo stesso professor Crea. Certamente la presenza capillare dei defibrillatori sarebbe un aiuto concreto alla causa ma, conclude Crea, “presumere di poter prevenire tutte le morti improvvise è ipocrita e improponibile”. Il Procuratore capo di Udine ha presunto che a causare la morte sia stato, per la precisione, un arresto cardiocircolatorio dovuto a cause naturali. È stata disposta l’autopsia per averne conferma e i risultati hanno parlato di “morte cardiaca senza evidenza macroscopica, verosimilmente su base bradiaritmica”: in altre parole, il cuore di Astori ha rallentato fino a fermarsi del tutto. Resta il lutto del calcio italiano, sconvolto dalla perdita di un membro particolarmente benvoluto sia per le doti sportive che, soprattutto, per quelle umane.

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