Ischemia: cos’è, sintomi. È grave il malore che ha colpito Fabrizio Frizzi?

Fabrizio Frizzi è stato ricoverato a causa di un’ischemia: di che si tratta, quali sono le conseguenze per il corpo e quant’è grave questo malore.

Fabrizio Frizzi ha dovuto interrompere la registrazione della trasmissione L’Eredità a causa di un malore che l’ha colpito all’improvviso e che ha reso necessario un immediato ricovero. Arrivato al pronto soccorso del Policlinico Umberto I con un codice giallo, al conduttore è stata riscontrata un’ischemia. Tale diagnosi ha reso necessari una serie di accertamenti ma le sue condizioni risultano stabili, sebbene la famiglia del conduttore preferisca usufruire del massimo riserbo e in un primo momento non intende aggiornare sul suo stato di salute.

Ma di che si tratta esattamente? Da definizione, un’ischemia è la diminuzione o la soppressione dell’apporto di sangue in una zona del corpo. Visto che il sangue dona l’ossigeno e i nutrienti vitali per la sopravvivenza dei tessuti, la sua mancata irrorazione ne causa la necrosi (ovvero la morte). Le ischemie possono colpire diverse parti del corpo, tra cui il cuore (in questo caso si parla di cardiopatia ischemica, ischemia del miocardio o ischemia cardiaca), il cervello (ischemia cerebrale), l’intestino (ischemia intestinale), le dita delle mani e le dita dei piedi (ischemia periferica). Ognuna di esse comporta un quadro clinico differente ma ovviamente la tempestività dell’intervento è di fondamentale importanza per l’instaurarsi di conseguenze più o meno gravi.

Un’ischemia può presentarsi in due forme diverse: acuta o cronica. Nel primo caso la riduzione del flusso di sangue è improvvisa mentre nel secondo ciò avviene in modo graduale. Per quanto riguarda le cause, ciò che provoca un’ischemia è un’ostruzione all’interno di uno o più vasi arteriosi: il sangue trova degli “ostacoli” sul suo cammino e non riesce a raggiungere tessuti o organi. Nella maggior parte dei casi tale ostruzione è il risultato di un’embolia o di una trombosi (associati per lo più a ischemia del miocardio, ictus e ischemia intestinale) o di altri eventi traumatici (quale la comparsa di un’ischemia periferica alle dita delle mani o dei piedi). La prognosi prevede diversi gradi di gravità e dipende da almeno 3 fattori: dalle cause dell’ischemia, dalle sue caratteristiche (se provoca un ictus è senza dubbio più preoccupante) e dalla tempestività dell’intervento.

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