Sesso orale e tumore: i rischi più grandi spettano agli uomini

Quando si parla di sesso orale non si può prendere in considerazione solo il piacere: uno studio evidenzia il rischio neoplasie per gli uomini.

Il sesso orale va preso in considerazione sotto diversi punti di vista e non tutti hanno a che fare con il puro piacere. È stato dimostrato da tempo che il Papilloma virus (Hpv) può essere trasmesso proprio attraverso i rapporti sessuali, provocando tumori alla cervice uterina o alla bocca. Ovviamente la percentuale di rischio varia a seconda di diversi fattori tra cui l’appartenenza al genere maschile o femminile, i rapporti monogami e il vizio del fumo. I ricercatori della John Hopkins hanno analizzato i dati di oltre 13mila individui d’età compresa fra i 20 e i 69 anni e sono riusciti a delineare i profili maggiormente in pericolo.

L’identikit ha portato ad una prima importante considerazione: gli uomini hanno possibilità maggiori di ammalarsi, a maggior ragione se hanno avuto rapporti sessuali orali con 5 o più partner. Se sono fumatori il rischio aumenta ancora di più (il tabacco è un importante fattore di rischio insieme all’eccessivo consumo di alcol), mentre nel caso delle donne il numero di compagni con i quali hanno avuto rapporti non influisce. Non a caso nei soggetti coinvolti dalla sopracitata ricerca l’infezione da Hpv era presente solo nel 3 per cento delle femmine che avevano avuto 10 o più partner nel corso della vita, contro il 14,4 per cento dei maschi.

Il Papilloma virus – soprattutto in alcuni dei 150 ceppi noti – ha un ruolo chiave nell’insorgere di tumori e di lesioni precancerose maschili e femminili a vulva, vagina, pene e ano. Le cifre purtroppo sono in crescita, come segnalato dagli enti americani Centers for Disease Control and Prevention: ogni anno negli Stati Uniti sono circa 12mila le nuove diagnosi di queste neoplasie correlate all’Hpv (in Italia si parla di circa 6500 di casi) e oltre l’80 per cento riguardano la popolazione maschile. Il virus viene trasmesso a bocca e gola attraverso il sesso orale e, secondo le statistiche più recenti, è responsabile di circa il 70 per cento dei nuovi casi diagnosticati ogni anno di cancro orofaringeo. Nel 2020, stando ai dati, le neoplasie del cavo orale saranno persino più numerose di quelle dell’utero.

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