Dieta dell’uva: effetto detox, via la pancia e pelle più luminosa

L’autunno non manda in letargo la voglia di perdere qualche chilo e la dieta dell’uva può essere quella giusta: come funziona e perché si dimagrisce davvero.

La dieta dell’uva ha conquistato prima di tutto gli Stati Uniti per poi raggiungere molti altri Paesi, entusiasti di perdere peso grazie ad un frutto gustoso che di solito viene vietato da ogni dietologo. Per seguirla occorre consumare da 0,5 a 2 chili di uva al giorno, facendo però i conti con il proprio corpo visto che quantità eccessive rischierebbero di sfociare in problemi più gravi quali perdita di appetito e acidità di stomaco.

Da non trascurare i liquidi: si consiglia di bere ogni sera prima di dormire una tisana depurativa o rilassante (l’abbassamento delle temperature lo renderà un rituale più che piacevole), mentre la giornata dev’essere innaffiata di acqua minerale ma solamente in quantità limitate. Per integrare il consumo di uva vanno mangiati ogni giorno anche pane integrale, yogurt bianco, crackers o fette biscottate. Il regime risulta depurativo per un motivo: a parte l’acqua, le restanti parti di zuccheri, fibre, vitamine e sali minerali che costituiscono l’uva riescono a liberare l’organismo dalle tossine e ad idratare in profondità i tessuti. L’apporto energetico, al contrario di quello che si potrebbe pensare, non è così gravoso: 60 calorie ogni 100 grammi.

L’uva è molto ricca di vitamina A, C, B6, folati, sali minerali essenziali per il corpo (potassio, calcio, ferro, fosforo, magnesio e selenio) e degli ottimi antiossidanti come i flavonoidi. Quest’ultimi riescono ad inibire la formazione di radicali liberi e l’ossidazione del colesterolo cattivo. I benefici raggiungono la pelle, le ossa (previene l’osteoporosi), il sistema cardiovascolare ed il corpo in generale. Per questo motivo una dieta così strutturata, da portare avanti per 7-10 giorni sotto controllo medico, permette di sgonfiarsi, allontanare ritenzione idrica e costipazione, affrontare eventuali problemi di stanchezza, reni e vista. I primi ammiratori dell’antenata della dieta dell’uva furono niente meno che gli antichi romani: a fine estate erano soliti concedersi un’ampeloterapia, ovvero una cura dell’uva per depurare il loro organismo.

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