Erba velenosa negli spinaci: i lotti ritirati, quali rischi

Il Ministero della Salute ha ritirato alcuni lotti di spinaci in busta: le analisi hanno accertato la presenza di erba velenosa, come comportarsi per non correre rischi.

Nuovo richiamo – con conseguente ritiro – di un prodotto alimentare di uso comune. Stavolta è toccato ad alcune confezioni di spinaci in busta. Si tratta dello spinacio Buongiorno Freschezza Ortofin, nella confezione da 500 grammi. Tutti gli spinaci appartengono al lotto contraddistinto dal numero 24010864M2, il quale riporta la scadenza del 03/09/2017. La produzione è da attribuire alla Ortoverde, con stabilimento a Terranova Dei Passerini. Il motivo è legato all’accidentale presenza di erba velenosa.

Alcune analisi effettuate sugli spinaci, infatti, hanno rivelato una possibile contaminazione da madragola. Quest’ultima, conosciuta anche come Mandragora L., appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è velenosa al contrario di altre piante della stessa famiglia (rientrano nelle Solanaceae anche patate, melanzane, pomodori, peperoncini, peperoni e bacche di Goji). Il Ministero ha predisposto il ritiro al fine di non esporre i consumatori ad alcun rischio, per questo motivo chiunque abbia il dubbio di aver acquistato il prodotto è invitato a non mangiarlo e a riportarlo nel supermercato presso il quale è stato effettuato l’acquisto.

La mandragola è caratterizzata da una radice biforcuta che ricorda la figura umana. Le sue proprietà anestetiche l’hanno resa, in passato, un ingrediente chiave delle pozioni mitologiche. Basti pensare che veniva considerata una creatura a metà tra mondo vegetale e mondo animale. Non mancano fatti di cronaca che raccontano avvelenamenti causati dell’ingerimento di mandragola: in quel caso occorre procedere con una pronta lavanda gastrica prima che sia troppo tardi per rimediare. I sintomi iniziali consistono in confusione, vertigini, nausea, diarrea e malessere ma si può arrivare anche al coma e al decesso dell’individuo. Il suo aspetto è molto simile a quello della bietola o della borragine, di conseguenza individuarla ad occhio nudo può costituire una sfida troppo ardua per i comuni acquirenti.

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