Charlie, si decide il 25 luglio: cosa accadrà, quali possibilità

Nuovo giorno della verità per Charlie Gard, il 25 luglio arriverà la sentenza: morte immediata o cura sperimentale.

Al piccolo Charlie Gard è stata data una nuova chance: il 25 luglio verrà deciso se il bambino potrà sottoporsi ad una cura sperimentale che verrebbe portata avanti dal super-esperto Mirchio Hirano. Dopo aver perso in ogni grado di giudizio contro i medici dell’ospedale Great Hormond Street Hospital (Gosh) – i quali continuano ad essere propensi ad interrompere la vita del piccolo paziente – mamma Connie e papà Chris non si sono arresi e hanno catturato l’attenzione del mondo intero, compresa quella di Papa Francesco e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

La settimana che va dal 17 luglio 2017 servirà ai decisivi consulti di carattere medico-scientifico. Per quel giorno è previsto l’arrivo del professor Mirchio Hirano, che per prima cosa incontrerà i suoi colleghi del Gosh. I dati raccolti serviranno per arrivare ad una sentenza definitiva che decida una volta per tutte se Charlie sta soffrendo inutilmente o se ha delle possibilità di migliorare le proprie condizioni. L’aula dell’Alta Corte ospiterà il dibattito degli esperti tra i quali uno specialista italiano dell’ospedale Bambino Gesù. Charlie verrà visitato ancora una volta e sottoposto a nuovi test, qualora i genitori accordassero il permesso. Occorre stabilire quanto sia stato danneggiato il cervello visto che i medici che lo hanno in cura ritengono che il corpo del bimbo sia cresciuto mentre purtroppo non è accaduto lo stesso alla circonferenza del cranio.

Mamma Connie assisterà agli incontri con i medici sebbene il giudice Nicholas Francis l’abbia definita “non qualificata”, “non oggettiva” e “non indipendente”. Egli vedrà la trascrizione degli incontri ed ha affermato di essere “disponibile ad accogliere qualunque accordo venga raggiunto tra le parti purché il bambino non venga spostato all’insaputa della Corte”. L’ultima chances di Charlie è quella di affidarsi al protocollo statunitense del neurologo Hirano: la terapia ha il 10 per cento di possibilità di migliorare la sindrome da deperimento mitocondriale da cui è affetto il piccolo paziente, e il 56 di farlo per lo meno sopravvivere a questa terribile malattia. Nel frattempo i medici del Gosh hanno ricevuto minacce e insulti sia sui social che di persona, mentre alcuni hanno minacciato di danneggiare l’ospedale. D’altronde la storia di questo bimbo di 11 mesi ha coinvolto emotivamente ed ha realmente spaccato l’opinione pubblica: pur invitando a mantenere un adeguato controllo, non resta che attendere questa nuova importante decisione.

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