Dieta Adamski: via i chili di troppo e le intolleranze alimentari

La dieta Adamski propone un metodo equilibrato per sbarazzarsi dei chili di troppo senza contare le calorie, sgonfiare rapidamente la pancia e attaccare duramente il problema delle intolleranze alimentari.

Il principio su cui si basa la dieta Adamski è inattaccabile: il benessere dell’organismo passa da un intestino pulito. È così che il dottor Adamski è arrivato alla conclusione che calorie e quantità di cibo debbano lasciare il passo ad altre caratteristiche più importanti per un organo così centrale come, appunto, l’intestino. Percorrendo questa strada si può raggiungere l’agognato dimagrimento e al tempo stesso risolvere problemi quali stitichezza, colon irritabile, reflusso gastrico, senso di pesantezza, insonnia, stanchezza, dolori articolari, pancia gonfia e persino combattere le intolleranze alimentari.

Volendo scendere su un piano più pratico, la dieta Adamski ritiene che il tubo digerente venga incrostato dalle scorie di alcuni alimenti. Ogni cibo viene così suddiviso in 3 macrocategorie a seconda del tempo necessario per digerirlo: cibi veloci (che vengono digeriti in un intervallo di tempo compreso tra 30 minuti a 2 ore: frutta, yogurt, miele, pomodori, zucca, limoni, banane, marmellata, the verde, succhi di frutta), neutri (accelerano il transito degli altri due tipi di cibi: latte, caffè, the, birra, vino rosso, olio, aceto, zucchero, cipolla, prezzemolo, basilico, melanzana, cioccolato fondente, capperi) oppure lenti (con un tempo di digestione di 4-5 ore: verdura, carne, pane pesce, uova, formaggi, cereali, patate, mais, nocciole, olive, mandorle, pistacchi). Bisogna assolutamente evitare di combinare alimenti veloci e lenti poiché in tal caso il tempo totale di smaltimento aumenta con un conseguente accumulo di tossine nell’intestino.

Dieta Adamski: via i chili di troppo e le intolleranze alimentari

Una volta considerata la velocità dei cibi, essi vanno ripartiti in modo scrupoloso all’interno dei pasti principali. A colazione è preferibile consumare gli alimenti veloci. Il pranzo è tipicamente un pasto lento da consumarsi 5 ore dopo la colazione. Lo spuntino, consumato anch’esso 5 ore dopo il pasto precedente, deve essere caratterizzato da cibi veloci. La cena è un altro pasto lento da consumarsi almeno un’ora e mezza dopo lo spuntino. Capitolo a parte per la frutta: sebbene sia consigliato consumarne una porzione al giorno, non bisogna mai farlo oltre le ore 17.00 per evitare che fermenti all’interno dell’intestino.

Secondo questi principi ci sono degli abbinamenti vietati che separano purtroppo dei grandi classici della cucina italiana: addio alla pasta con il pomodoro ma via libera a primi piatti conditi con il pesto oppure con olio e peperoncino. Stesso discorso per la pizza con il pomodoro visto che va preferita una pizza a base bianca (possibilmente con le verdure). Da evitare il cappuccino poiché il caffè distrugge l’enzima che permette la digestione del latte. Vietato anche il pane con la marmellata che può essere sostituito, purché con moderazione, da pane e Nutella. Anche il limone deve sottostare ad alcune regole: non si può spruzzare su carne e pesce, alimenti lenti non acidi, ma ha il via libera sulla frutta.

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